Materiale Datato Tecnologia

Luce in bottiglia… Senza elettricità

Ieri sera sono rimasto colpito da questo articolo trovato su Corriere.it
Parla di un brasiliano che sostiene di aver “scoperto” un metodo per attivare una reazione chimica che riesce a produrre una luce paragonabile ad una lampadina da circa 60 watt.

 

La crisi energetica mondiale acuisce l’ingegno degli sperimentatori domestici. Un brasiliano emulo di Edison sostiene di aver trovato il modo di sostituire l’illuminazione casalinga con bottiglie riempite di un liquido luminescente, ognuna delle quali, stando a quanto dichiarato dall’inventore, sarebbe paragonabile a una lampadina da 60 watt. Insomma, senza elettricità né batterie, luce fredda imbottigliata. A sostegno della presunta invenzione, sul sito si può assistere a un breve video che mostra come viene confezionata e quanta luce diffonde l’incredibile fonte di energia luminosa. BOTTIGLIA USATA E CLORO – Si parte da una comune bottiglia di acqua minerale, riempita in parte di acqua del rubinetto e in parte di Clorox, un detergente-disinfettante che, come dice il nome, è a base di cloro. Subito dopo si espone la bottiglia al Sole e, a questo punto, avverrebbe una reazione fotochimica capace di eccitare la miscela e renderla molto luminescente, al punto da illuminare un locale buio, tanto quanto farebbe una lampadina elettrica di media potenza. Il video si conclude con lo sperimentatore soddisfatto dopo avere appeso al soffitto un certo numero di bottiglie e spento le lampadine elettriche.

VALE LA PENA? – Invenzione creativa o semplice gadget? Che esistano liquidi luminescenti è noto anche ai bambini, i quali possono giocare con collanine e braccialetti di plastica, riempiti di miscele variopinte in grado di brillare nell’oscurità. Quindi è probabile che, in maniera analoga, la miscela acqua-clorox, esposta al sole, si carichi di energia che poi viene restituita gradualmente sotto forma di radiazione luminosa. Tuttavia, ai fini di valutare la praticità dell’invenzione, bisogna valutare quanto tempo può durare l’emissione e soprattutto quanto costa la quantità di liquido clorato necessaria al confezionamento di una bottiglia luminescente; non ultimo i problemi di inquinamento ambientale connessi allo smaltimento della miscela esausta. Sono tutte valutazioni che solo un attrezzato laboratorio chimico può fare. Alla fine si potrebbe scoprire che il gioco non vale, alla lettera, la candela.

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