Sicurezza Informatica Telefonia mobile

Centinaia di applicazioni per iPhone e Android ti spiano e schedano: scopri quali sono e difenditi

Sembra una notizia uscita da un film di fantascienza, dove tutti i cittadini della Terra sono quotidianamente spiati, schedati, controllati. Eppure la notizia che da qualche giorno si sta diffondendo in ogni parte del globo è reale e concreta. Tutto è partito infatti da un’inchiesta del Wall Street Journal, la quale ha analizzato ben 101 applicazioni per i sistemi operativi mobile iPhone (iOs) e Android, scoprendo che esse hanno come scopo quello di schedare i propri utenti.

Da quanto è emerso dalle analisi, questi software non si limitano semplicemente a contabilizzare il numero delle installazioni, ma inviano ai propri programmatori l’età, sesso, nome e cognome, località, numero di cellulare, password memorizzate e tantissime altre informazioni impensabili che sono memorizzate all’interno del proprio dispositivo a intervalli di tempo predefiniti.
Una delle applicazioni più ghiotte di informazioni è sicuramente Textplus 4, la quale invia il proprio ID di identificazione del cellulare, codice di avviamento postale, sesso ed età a ben otto compagnie telefoniche senza chiedere nessun permesso all’utente coinvolto.


Chi di voi inoltre non ha mai giocato a Paper Toss, il cui scopo è quello di centrare un cestino con una pallina di carta? Bè, sappiate che questo simpatico giochino invia i vostri dati personali a cinque aziende, le quali saranno felicissime di catalogarvi nei loro enormi archivi.
Stiamo parlando quindi di applicazioni che possono essere scaricate tranquillamente negli store ufficiali dei relativi OS, non materiale che potrebbe essere stato modificato ad hoc prima di essere immesso all’interno di store che permettono il download di file gratuitamente. Ecco ciò che preoccupa di più: gli stessi controlli effettuati prima della messa in vendita delle applicazioni non sono sufficienti per accertare la nostra sicurezza e privacy.

Un’altro enorme problema che questi software pongono all’utente è il fatto che un dispositivo mobile è quasi sempre con il proprietario. Nel caso di un cellulare, quindi, si sarà spiati 24 ore su 24 senza accorgersi praticamente di niente. E se consideriamo l’enorme lista di applicazioni che si divertono a ficcanasare nelle informazioni personali, bè, alla fine tutto questo non è proprio fantascienza.

Fonte | Fabio Ghioni

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