Hacking

Come lavora il cervello mentre lavoriamo in multitasking

Chi si ricorda un mio vecchio articolo di qualche anno fa (4, per la precisione), intitolato “Generazione Multitasking“? Sulla scia di questo concetto, oggi, voglio proporvi un interessante studio che dimostra come il proprio cervello lavori durante lo svolgimento di più operazioni contemporaneamente. Dato che l’uomo non è per natura multitasking, la mente deve saltare da una zona all’altra molto velocemente per permettere di procedere correttamente nello svolgimento dei vari incarichi e tutto ciò avviene grazie alle divisione in zone del cervello, chiamate riflettori. Se da un lato tutto ciò è molto improduttivo (lavorare in multitasking, infatti, riduce la qualità finale dei lavori svolti), dall’altra parte è molto appagante per la persona stessa poter svolgere più operazioni contemporaneamente.
Per quel che riguarda la suddivisione in zone del cervello, abbiamo quanto si può osservare dall’immagine qui sotto riportata.

Per ogni azione in corso vengono create 3 zone:

  • Una zona in cui è presente l’azione da svolgere (per filtrare le informazioni)
  • Una zona in cui è presente il fine dell’azione (memoria)
  • Una zona adibita al cambio di azione

Se inizialmente si potrebbe pensare che tutto ciò aiuti in qualche modo la memoria o la capacità di filtrare le informazioni, si sbaglierebbe. Questo studio ha infatti dimostrato come le proprie capacità tendano a diminuire utilizzando sempre il proprio cervello in “modalità multitasking”. Qualche volta, quindi, concentratevi su un solo task, aspettate di avere un cervello Dual-Core prima di procedere 😀

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