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La mia intervista a “Le Iene” e la truffa dei prestiti online

Se qualcuno di voi era sintonizzato su “Le Iene” la sera del 10 Maggio, avrà sicuramente visto il servizio di Luigi Pelazza in cui sono stato ospite. L’inviato si è occupato della famosa truffa dei prestiti online, in cui, tragicamente, ancora oggi molti cascano. Nel caso specifico, giusto a dimostrazione che chiunque può essere vittima di tale inganno, la persona raggirata è una dipendente di un Istituto Bancario.

La truffa inizia quando gli autori del raggiro pubblicano sul Web (Social Network, email, chat pubbliche, Blog e siti Web creati appositamente a tale scopo) un messaggio in cui offrono prestiti con un basso tasso di interesse (generalmente il 2%), aspettando qualcuno di interessato a tale offerta. Non appena una persona tenta di contattare questi soggetti, la prima cosa che fanno è quella di raccogliere tutti i loro dati personali (e dopo capiremo perchè). Successivamente iniziano ad inviare una serie di documenti fasulli in cui si certifica che il prestito potrà essere erogato.

(Premi sull’immagine qui sotto per aprire il video. Per motivi di Copyright non è possibile caricare il servizio su YouTube o all’interno del Blog)

A questo punto la truffa può procedere in due modi a seconda delle necessità dei delinquenti: nella prima ipotesi viene chiesto al malcapitato di turno di procurarsi una carta di credito ricaricabile (PostePay, per esempio) e di farla pervenire ad un indirizzo estero, garantendo che così facendo la carta sarà ricaricata della cifra pattuita. In questa prima opzione lo scopo dei truffatori è quello di procurarsi delle carta ricaricabili o conti correnti (oltre ai dati personali della persona, come già specificato) con cui potranno ricevere in maniera anonima il denaro delle successive truffe, di cui tra poco parleremo.
La seconda ipotesi, e qui capiamo anche la necessità di rimanere anonimi nella ricezione di denaro, è quella in cui il malcapitato di turno viene rassicurato sulla possibilità di ottenere il prestito, ma che al fine di poter procedere alla transazione è necessario anticipare le spese per tutte le pratiche burocratiche. Inizia così il “gioco”: vengono richiesti, per decine e decine di volte, tutta una serie di pagamenti che servirebbero per procedere nella pratica di ottenimento del prestito. Al fine di rassicurare la vittima (ancora ignara di tutto), vengono inviati, a seguito di ogni pagamento, una serie di documenti fasulli, spesso firmati e timbrati da sedicenti notai, avvocati, direttori di banca e così via.

Spesso, solo dopo molte settimane i truffati si accorgono di essere stati raggirati. Nel caso del servizio delle Iene, la Signora intervistata è arrivata a sborsare (secondo la sua testimonianza, ndr) ben 300.000 Euro prima di potersi rendere conto di ciò che stava accadendo.

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