Sicurezza Informatica

Pagami in Bitcoin o ti butterò l’acido in volto: nuova minaccia arriva per email

Negli ultimi giorni, migliaia di persone stanno ricevendo una mail alquanto macabra: si tratta di un presunto sicario che afferma di essere stato pagato per gettare dell’acido in volto al destinatario del messaggio e che si rifiuterà di farlo se, entro 48 ore, gli verrà consegnata una determinata cifra di denaro mediante Bitcoin. Il criminale, informa inoltre che, in caso di pagamento, è disposto a rivelare l’identità del mandante.

La mail di cui si sta parlando, al momento arriva esclusivamente in lingua inglese, ma non servirà molto tempo prima di veder circolare messaggi anche in lingua italiana, come successo per il riscatto di 300 Euro richiesto pochi mesi fa e di cui vi avevo già parlato (e che continua a mietere vittime, in quanto vengo ancora oggi contattato da persone che mi confermano di aver pagato per paura di problemi futuri).

Email apparsa sul sito ransomware.it

La richiesta, come è possibile leggere dallo screenshot qui sopra, è di 1900 $, mentre la persona che avrebbe commissionato la violenza, sarebbe disposta a pagare 4000 $.
L’indirizzo BTC di riferimento, facendo un controllo sulla blockchain, risulta non aver ricevuto ancora del denaro, ma questo non significa che questa tipologia di truffa non sia stata ancora portata a termine con successo: l’indirizzo del wallet, infatti, potrebbe essere differente per ogni singola email inviata o utilizzato esclusivamente per piccolo blocchi di invii.

Risalire all’identità del mittente non è banale, in quanto per l’invio dell’email vengono utilizzati server di posta compromessi.
Come per il precedente ricatto Bitcoin, anche in questo caso l’idea migliore è quella di cestinare la mail ricevuta e di non preoccuparsi. La cosa peggiore da fare è sicuramente quella di pagare, in quanto, anche in tal caso, spesso e volentieri questi truffatori continuano a richiedere cifre di denaro per evitare che quanto da loro prospettato accada (trovandosi di fronte una persona pagante, infatti, cercano di “spremerla” il più possibile, come accade anche nel caso di attacchi informatici di tipo ransomware).

Lascia un commento

Prima di continuare, guarda qui!

Hai trovato quello che stavi cercando?
Rimaniamo in contatto, potresti imparare molte cose!

Grazie!

Sono sicuro che insieme potremmo fare molte cose!

FERMO! Prima di uscire, guarda qui!

Hai trovato quello che stavi cercando?
Rimaniamo in contatto, potresti imparare molte cose!

Grazie!

Sono sicuro che insieme potremmo fare molte cose!