Varie

L’app che permette di sostituirsi agli attori (DeepFake): arrivano seri problemi

Se vi siete preoccupati dei problemi di privacy legati a FaceApp, di cui vi ho parlato a Radio Capital a Luglio, sappiate che nelle prossime righe rimarrete a bocca aperta. Nei marketplace asiatici è da qualche giorno stata resa pubblica l’applicazione “Zao”, la quale è in grado di sostituire il volto dell’utente a quello di attori famosi, all’interno dei film più popolari, con risultati degni del miglior film di fantascienza (o meglio, di quelli che erano in passato film di fantascienza, dato che tutto ciò è ormai diventato realtà).

La tecnica utilizzata da Zao è quella del DeepFake (concetto su cui vi sto preparando una serie di articoli e di cui sentirete molto parlare nei prossimi mesi un po’ ovunque, sia sul Web che in televisione), la quale si base sul training (addestramento) di un sistema di intelligenza artificiale (per la precisione, del tipo “Deep Learning”), il quale elabora un gran numero di foto dell’utente che si vuole sostituire al personaggio famoso, per creare un’impronta da applicare poi al video scelto.
Zao, infatti, come primo step della procedura, chiede all’utente che intende utilizzare l’app di indicarli una serie di foto, le quali serviranno all’algoritmo ad elaborare una vera e propria impronta, grazie alla quale, nello step successivo, potrà generare delle facce da sostituire in modo chirurgico al filmato originale.

Che fine fanno queste foto?

Torniamo anche qui ad un problema di privacy? L’elaborazione dei dati da parte di Zao, badate bene, non avviene all’interno del vostro smartphone, ma bensì all’esterno, dove dei server appositi sono in grado di elaborare i dati con una discreta velocità. Un tablet/smartphone, anche se di ultima generazione, non è infatti studiato per poter processare questa tipologia di informazioni e sarebbero necessari giorni interi affinché l’app potesse sostituire il volto utilizzando la CPU/GPU (ovvero il processore logico ed il processore grafico) del vostro telefono.

Una volta ottenuta l’impronta, niente vieta inoltre al detentore di tali informazioni di poterla utilizzare per generare ulteriori video, anche a vostra insaputa, o di utilizzarla in ogni caso per chissà quali scopi, facendovi risultare in altri luoghi o per procedere ad autenticazioni di chissà quale tipo.
È notizia di ieri (5 Settembre 2019) che un truffatore è riuscito a rubare 240.000$ effettuando una telefonata alterata mediante la tecnica DeepFake.
Se qualcuno avesse voglia di approfondire l’argomento, può rifarsi all’articolo di Alan Zucconi (autore dell’immagine qui sopra riportata), il quale spiega in modo preciso e non troppo tecnico il funzionamento dei DeepFake.

Lascia un commento

Prima di continuare, guarda qui!

Hai trovato quello che stavi cercando?
Rimaniamo in contatto, potresti imparare molte cose!

Grazie!

Sono sicuro che insieme potremmo fare molte cose!

FERMO! Prima di uscire, guarda qui!

Hai trovato quello che stavi cercando?
Rimaniamo in contatto, potresti imparare molte cose!

Grazie!

Sono sicuro che insieme potremmo fare molte cose!