Il (mio) manifesto Hacker

Manifesto scritto in data 22 Gennaio 2008.

Lo faccio per il piacere di creare qualcosa, di vedere che funziona e di creare qualcosa che sia in grado di sopravvivere, diffondersi e continuare a replicarsi.
Un virus è come un essere vivente.
Nella vita reale non si può creare un nuovo tipo di animale. In un computer si. E’ come giocare a fare Dio.
BLUE OWL, membro del Ready Rangers Liberation Front

La gente crede che gli Hacker siano figure pericolose, da evitare perché sottraggono informazioni o recano danni ai sistemi.  Questa etichetta è assolutamente falsa, è un’idea nata dalle persone ignoranti che non sono informate e sono cadute nel pregiudizio.
Ci sono Hacker senza  scrupoli, ma questa non è la loro definizione. Si tratta spesso di ragazzini che si divertono a creare danni per potersene vantare con gli amici. Sono i Cracker o Script Kiddies.
Le persone hanno sempre avuto paura di ciò che non comprendono, di ciò che non conoscono. Alcuni ci hanno etichettato come terroristi, come criminali.
Noi quando entriamo nei sistemi lo facciamo solamente per poi comunicare al possessore di quel sistema dove si trova il problema, così che il proprietario possa prendere dei provvedimento e non correre il rischio che qualcuno con pochi scrupoli rechi danni al sistema.

Inoltre una maggiore diffusione nella credenza che gli Hacker siano “cattivi” sta nell’ignoranza diffusa anche da parte dei media, i quali tendono sempre ad accreditare dei falsi aggettivi agli Hacker. Un concreto esempio riguarda Kevin D. Mitnick, l’Hacker considerato più famoso al mondo, che ora è fondatore ed Amministratore di un’importantissima azienda di IT Security: venne incolpato di aver recato danni a varie società telefoniche per milioni di dollari, anche se egli violò quei sistemi solamente per la propria curiosità e non per sottrarre informazioni sensibili e venderle ad aziende rivali.

Esistono società di IT Security che offrono a fior di quattrini consulenze di sicurezza  informatica di altissimo livello. Dovete sapere che quasi tutti gli addetti che effettuano i test sono Hacker o ex Hacker (se così possiamo definirli) che hanno deciso di guadagnare con la propria conoscenza ed abilità. Questo ovviamente non viene specificato a quest’ultima poiché potrebbe diffidare a casa delle etichette negative che sono accreditate a tali individui.

Inoltre l’Hacker non esplora solamente le reti informatiche, ma qualsiasi cosa su cui si ponga una domanda, persino smontare un frigo e capire come funziona senza leggere dei manuali è da Hacker, ancora di più se riesci a rimontarlo da solo.
Basta pronunciare alle persone la parola Hacker che subito scatta in mente una figura cattiva, che vive nelle vie più buie o sotto terra e sta sempre incollato davanti al monitor di un computer cercando di recare danni al Governo, aziende, ospedali, etc… In realtà gli Hacker sono persone normalissime, generalmente teenager dai 14 anni in su.
Come tutti vanno a scuola, girano in motorino o bicicletta, fanno i compiti, escono con gli amici, l’Hacker può tranquillamente essere la persona che è accanto a te la Domenica in Chiesa, può essere davanti a te in fila ad un negozio, in banca, alla posta, etc…

L’Hacker è colui che si pone delle domande che vanno al di là di quelle che si fa la gente comune.
Gli Hacker sono persone normalissime, ragazzi, ragazze, uomini, donne, non si può capire lo è oppure no.

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