Eccoci giunti alla seconda puntata della rubrica “Hacking Life”. Dopo il grande successo riscontrato dal primo numero ho deciso di pubblicare subito a breve distanza il capitolo successivo, questa volta sull’argomento del “Tailgating”, anch’esso poco conosciuto in Italia, ma ampiamente sfruttato da tutti gli Hacker che desiderano accedere all’interno di strutture o per estirpare informazioni riservate.
Il Tailgating è una tecnica che consiste nel seguire una persona autorizzata all’accesso di un edificio, seguendone semplicemente le traccie. Solitamente a questa tecnica si affaccia della tecnologia a basso costo, come per esempio una macchina fotografica, la quale vi permetterà di scattare alcune foto ai tesserini d’accesso ed ai vari loghi aziendali.
Lo scopo finale del Tailgating come già detto è quello di mimetizzarsi tra lo staff per accedere all’interno di alcune strutture protette. Guardate la foto successiva. Secondo voi, quale dei due è il vero addetto alla società del gas? Quale invece è l’Hacker?
Come potete notare è praticamente impossibile distinguere la differenza, poichè l’Hacker ha raccolto prima dell’attacco tutte le informazioni necessarie a mimetizzarsi. Guardate la foto successiva invece. Mostra chiaramente uno scatto nascosto ad un computer, dove possiamo anche notare dei post-it sui quali molto probabilmente erano segnate le password di accesso come amministratore.
Per non parlare poi della foto successiva, dove è possibile vedere in maniera chiarissima il tipo di tesserino utilizzato dal personale per accedere alla struttura.

Insomma… Prima di ogni attacco ricordatevi bene di studiare il proprio “nemico” e di prepararvi nei minimi dettagli, dato che solamente grazie ad essi potrete mimetizzarvi all’interno dello staff senza dare nessun sospetto. Il prossimo argomento sarà veramente scottate e in qualche modo sarà molto simile al Tailgating, ma molto, molto più affascinante… 🙂















Evidentemente chi si concentra sui dpi della foto non ha mai lavorato in una grande struttura. Lo dico per esperienza diretta: tanto maggiore è l’anzienda tanto più è complicato garantirene la sicurezza informatica. Avete idea di cosa significhi avere una sala server all’interno della quale, per varie ragioni e con diverse mansioni entrino centinaia di persone apparteneti a decine di aziende al giorno? Per non parlare degli accessi esterni che dipendenti poco attenti effettuano da casa attraverso i più disparati sistemi. Vi dico che la maggior parte dei dirigenti ha le password d’accesso al proprio pc, nella borsa del suo notebook o che semplicemente accende con ingenua superficialità il bluetooth. Ho visto password importanti tipo “patrizia” “magister” etc etc.
Ciao luca,
ti stimo sia come persona che come hacker!!
Continua così!
………cerca di approfondire un po i tuoi articoli,potrebbero diventare davvero fantastici.
Prima di compiere un “attacco” ci si deve ben informare. Questo metodo ed altri hanno questo scopo, prendere informazioni dell’azienda.
Prima ci si informa poi tutto il resto e fidatevi che non esiste limite alla stupidità umana.
Non intervengo mai ma non posso farne a meno ho letto troppe castronerie, non ultimo il fatto che si possa entrare in azienda con un “pass” fotografato. Nelle ditte minimamente decenti quel tipo di tesserino contiene un chip transponder che permettte di varcare i tornelli di accesso. Se ti presenti all’ingresso con una riproduzione fotocopiata semplicemente non riesci ad entrare.
Bè di certo non funziona così 😀
Dalla foto hai la base per creare il tuo tesserino
Inoltre se l’azienda è piccola, conoscendosi fra dipendenti la prima cosa che fanno appena vedono un intruso e prenderlo a calci…
K.M. insegna! ahah 😀
Queste foto, naturalmente in alta qualità, aiutrebbero molto l’ingegnere sociale.
Esso potrebbe andare nell’azienda della vittima verso sera, quando ci sono solo gli addetti alle pulizie.
L’addetto alla pulizia, vedendo una persona con il tesserino dell’azienda e ben vestito, anche se non è sicuro che sia un dipendente, farebbe entrare l’ignegnere sociale per paura di ricere un rimprovero da un superiore.
Game over.
Esatto, funziona proprio così 🙂
o.o’… il tesserino è visibile in modo chiarissimo ??
La foto reale è in altà qualità, fidati 😉 Uno zoom sul tesserino di permette di capire com’è impostato, così da crearne una copia
ah ecco…. perché se riesci a leggermi il nome del tizio da questa foto in questa qualità hai una vista pazzesca °-°
social engineering.
continua così Luca!
Forse si scrive “tracce” ma non son qui per fare il saputello, in verità solo a cercare di capire dove sono i post-it sul computer anni 80 nella seconda foto e come sia possibile duplicare quel tesserino che … è un rettangolo bianco.
Caro Luca, è già un articolo con poco senso, perdonami, ma rincari la dose avvalendoti di foto inutili.
La foto reale è in altà qualità, fidati 😉 Uno zoom sul tesserino di permette di capire com’è impostato, così da crearne una copia.
Per quanto riguarda il post-it si trova sulla tastiera, ovviamente la foto nel Blog è in bassa qualità e si ha difficoltà anche nel vederlo.